Il radon è un gas radioattivo naturale presente nel suolo in concentrazioni molto variabili da zona a zona. E’ classificato dall’OMS nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene, quelle a massima evidenza di cancerogenicità, per cui lavorare o vivere in un edificio con alta presenza di radon comporta un maggior rischio di sviluppare un tumore ai polmoni (è la seconda causa, dopo il fumo, per questa tipologia di tumore).
Nel 2020 è stato emanato il D.Lgs. 101/20 che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro le radiazioni ionizzanti, tra cui appunto il radon.
Per prima cosa il decreto ha imposto la stesura del Piano Nazionale Radon, emanato nel 2023, che ha imposto alle Regioni di mappare la radioattività naturale dell’intero territorio italiano. Attualmente il lavoro delle Regioni è terminato e sono stati resi pubblici gli elenchi dei Comuni “ad alta priorità”, ovvero quelli in cui la concentrazione di radon supera i 300 Bq/m3 (Becquerel per metro cubo) in almeno il 15% degli edifici campionati:
- elenchi Regione Veneto
- elenchi Regione Friuli Venezia Giulia (sono presenti numerosi Comuni)
Il D.Lgs. 101 agli articoli 16-18 va a definire le disposizioni per i luoghi di lavoro, in particolare quelli sotterranei, semisotterranei e situati al piano terra, e stabilisce che le aziende aventi sede nei Comuni ad alta priorità debbano effettuare una misurazione del radon entro 24 mesi dalla mappatura effettuata dalla Regione di appartenenza (20 maggio 2027 per Veneto e 21/12/2026 per Friuli Venezia Giulia).
La mappatura regionale ha definito anche aree di attenzione al rischio radon: vista la distribuzione a macchia di leopardo delle concentrazioni di radon, per escludere problemi legati al radon in azienda è anche possibile considerare di effettuare quantomeno una valutazione semplificata.
Contatta il tuo referente commerciale per avere maggiori chiarimenti riguardo alla mappatura e valutazione del rischio radon nella tua azienda.
