Negli ultimi anni l’industria della refrigerazione, per adeguarsi ai nuovi regolamenti europei, ha introdotto gas refrigeranti più sostenibili, ma maggiormente infiammabili. L’utilizzo di gas leggermente infiammabili (A2L) o altamente infiammabili (A3) può implicare un aumento di rischio di atmosfere esplosive e richiedere quindi un aggiornamento della classificazione delle aree e della valutazione del rischio Atex.
Si ricorda infatti che ai sensi del D.lgs. 81/08 il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare la classificazione delle zone ATEX generate da tali gas infiammabili e di elaborare un “documento sulla protezione contro il rischio esplosioni”, cioè valutare i rischi associati alle zone classificate.
L’installatore, da parte sua, è tenuto a rispettare, la norma EN 378-3 “Sistemi di refrigerazione e pompe di calore – Requisiti di sicurezza e ambientali – Parte 3: Sito di installazione e protezione delle persone”
Infine è fondamentale programmare un’adeguata manutenzione degli impianti, rispettando le indicazioni ed i tempi previsti dal produttore.
Alla luce di quanto sopra, siamo a consigliarti di verificare con il vostro installatore la presenza di fluidi infiammabili in impianti di climatizzazione recentemente installati e, nel caso, aggiornare la valutazione del rischio Atex.
Per il futuro, considera sempre che i fluidi infiammabili che passano entro locali di lavoro sono pericolosi e vanno a modificare la valutazione del rischio ed eventuali obblighi nei confronti dei Vigili del Fuoco.
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